LA STORIA DI UNA CAGNOLINA FORTUNATA...
E DELLA SUA "PADRONCINA" FELICE!


"Quando ho la mia Kuby vicino...sono tranquilla e felice"

La mia labradorina gialla di otto anni e mezzo, mi mette sempre di buon umore: mi fa tenerezza, mi fa sorridere, mi coccola, mi guarda, mi mette alla prova un rapporto cosi' speciale quello che si puo' avere con un cane! Difficile da spiegare a chi non l'ha mai provato, entusiasmante da raccontare a chi ne conosce il significato, troppo importante per lasciarselo sfuggire! Se accudito come si deve, un cane ti cambia la vita... in meglio naturalmente! E' un grande impegno, completamente appagato da quello che, con tanta naturalezza e fedelta', sa donare generosamente giorno dopo giorno.

Ed era l'estate del lontano 1999 quando tornando dalla Francia me la portai appresso: cucciolina indifesa e un po' timorosa, orecchie grandi e morbide, sguardo languido, occhioni neri, tartufo tondo, coda da lontra... tutta da accarezzare, da coccolare, da far giocare! Sembrava un morbido cubo di pelo giallo e da li' il suo nome KUBY. Quello vero o meglio da pedigree e' "Poudre de la Passe de l'Eider" dal nome dell'allevamento, ma troppo sofisticato per i miei gusti.
Per lei e per me, iniziava una nuova avventura, un rapporto uomo-cane, che risale a tempi molto antichi e che fin da bambina ha sempre significato "grande amore e rispetto per gli animali". Una volta a casa, ho cercato di farle conoscere il nuovo ambiente, pian piano, con calma e tranquillita'... gli animali che vivevano vicino a casa, la gente e tutte quelle situazioni a lei nuove. Era cosi' bello vedere le sue espressioni, il movimento del suo corpo, la sua grande voglia di scoprire, l'eterna curiosita', la grande smania di gioco, coccole e cibo... eh si'... il cibo e' sempre stata una parte molto importante per lei... famelica, mai sazia, sempre pronta a vendersi per un bocconcino! E' cosi' ancora oggi! Piu' tardi, ho scoperto sia una prerogativa piuttosto comune ai Labrador-retriever... volgarmente chiamati "secchi della spazzatura".
Lei cresceva velocemente ed io me la trastullavo felice della mia scelta impegnativa, ma molto appagante. In seguito, si trattava di educarla un pochino. Benche' buonissima di carattere, in alcune situazioni era un po' testarda e disubbidiente, pertanto mi rivolsi alla Societa' Cinofila di Mendrisio, di cui mi avevano parlato positivamente alcuni conoscenti. A circa 6 mesi, iniziavamo il nostro primo corso di educazione e socializzazione in cinofila. Uno spasso, divertente, simpatico e con tutti quei cani della sua eta', e' stato veramente molto carino e pian piano mi accorgevo quanto era importante seguire i consigli e le buone abitudini che ci insegnavano al corso! Mi piaceva molto riuscire a fare dei piccoli esercizi e dei giochi mirati con lei... e Kuby si divertiva un sacco, la vedevi felice e beata correre, giocare, scodinzolare senza tregua! Ho continuato i corsi seguenti e mi sono integrata in un gruppo di "accompagnamento": disciplina sportiva adatta a qualsiasi cane e razza, la stessa comprende: esercizi di ubbidienza-docilita' e lavori di fiuto al terreno, le cosiddette "piste". La passione cresceva costante, non mancavo mai all'allenamento del mercoledi' sera, come pure alle piste della domenica mattina. Era impegnativo, ma molto interessante: i progressi, le difficolta', le sconfitte e poi ancora i risultati positivi... una bellissima e continua sfida, io e lei, sempre insieme, con tantissima voglia di vivere.
A circa un anno e mezzo, durante un allenamento per retriever riguardante "il riporto", un fatto strano! Kuby non stava bene, tremava in continuazione, era a terra, non si alzava e non sembrava affatto in forma... cosa poteva essere? Nessuno dei presenti, riusci' a capire... lei fortunatamente si riprese dopo un quarto d'ora, ma sembrava estremamente affaticata, spossata, quasi un po' assente. Ero preoccupata e andai subito dal veterinario. Inizialmente non si capiva, gli esami erano tutti perfetti, nessuna apparente anomalia... poi invece si scopri' che Kuby era epilettica. Le crisi (quasi come quelle umane), arrivavano di tanto in tanto, piuttosto forti ed io non potevo fare nulla. Lasciarla tranquilla e aspettare che si calmasse. Iniziammo una cura, che fortunatamente si rivelo' abbastanza efficace; crisi piu' leggere e molto piu' sporadiche. Pero' io ero triste, non volevo piu' fare nulla, per proteggerla la tenevo sotto la cosiddetta campana di vetro e lei capiva che qualcosa era cambiato. Anche lei era triste. Mi spingeva col muso sul ginocchio per spronarmi ad uscire, mi portava la palla, il legno, il riporto della cinofila. E' stato un brutto periodo! Qualcuno addirittura mi disse che era meglio sopprimerla, prima che la situazione potesse degenerare.
Poi una mattina, mi alzai col sole dentro di me... e andai da un veterinario che curava parecchi cani epilettici. Lui mi apri' di nuovo gli occhi e mi spiego' un sacco di cose riguardanti questa malattia. Mi disse che si puo' tenere sotto controllo con i giusti farmaci, che il cane deve fare tutto cio' che fa un cane sano, anzi piu' e' impegnato e meglio reagisce alle cure. Non fara' mai una crisi sotto sforzo, arrivera' invece nei momenti di riposo o durante il sonno o il risveglio.
Mi decisi finalmente a ricominciare la mia attivita' sportiva in cinofila ed in effetti Kuby stava meglio, giocava felice, se la spassava a fare piste, sembrava rinata.. un altro cane. Insieme ci siamo allenate e divertite moltissimo, abbiamo partecipato ad alcuni concorsi di Accompagnamento I e II ed in seguito ho optato per la disciplina "Sanitari", che svolgo tuttora con la mia SUPER CAGNOLINA di otto anni e mezzo, piuttosto in forma, buona, gentile e carina come non mai!

"C'e' veramente qualcosa di speciale nel rapporto tra una persona ed il suo fedele cane e non e' un sentimento umano... Personalmente ho ritrovato e risvegliato quel senso un po' selvaggio di semplicita', di naturalezza, di sincerita', di furba schiettezza miscelata a tranquilla ingenuita' che mi accompagna giornalmente come stile di vita e che la maggior parte degli umani ha ormai perso nell'atroce frenesia dello stress e del consumismo."

Sonia